Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut

Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut

Questo di Vonnegut è un libro gentile e diretto, una raccolta di discorsi che arrivano al cuore per la loro delicata onestà e caustica intelligenza.

Un libro capace di migliorare l’animo di un cinico e di regalare speranza a una intera generazione.

Parole che non valorizzano la forma, ma il contenuto stesso dell’esistenza, perchè puoi essere un grande appassionato d’arte, ma questo non farà di te una persona migliore:

L’imperatore Nerone era un sostenitore delle arti. Lo stesso vale per Herman Goering.

Un libro che ci ricorda cose elementari, ma sincere. Sentiamo che Vonnegut ci sta raccontando la verità e gli crediamo e vorremmo davvero mettere in pratica subito tutti i suoi insegnamenti, imparando a

trattarci a vicenda con più sincerità e apertura, anche con più ironia


Numero di pagine

158.

Editore

Minimum Fax

In poche parole…

I 15 discorsi con cui Vonnegut ha incantato platee di studenti dal 1978 al 2004 in occasione del commencement speech.

Curiosità

Conosciuto maggiormente in Italia come scrittore di libri fantascientifici – Mattatoio n.5, uno dei più famosi – , forse non tutti sanno che Kurt Vonnegut fu anche insegnante di Scrittura Creativa ad Harvard e vicepresidente del PEN: un club di intellettuali fondato a Londra nel 1921 con lo scopo di promuovere gli scambi tra scrittori di tutto il mondo.

Nell’introduzione a Bagombo Snuff Box – raccolta di 23 racconti pubblicati inizialmente su periodici statunitensi dal 1950 al 1963 – stilò le otto regole da seguire per scrivere una storia breve capace di attrarre i lettori:

  1. Utilizza il tempo di un perfetto sconosciuto in modo che lui o lei non senta di averlo sprecato.
  2. Da’ al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo
  3. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche soltanto un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: mostrare un personaggio o far andare avanti la storia.
  5. Inizia il più vicino possibile alla fine.
  6. Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi principali, fa’ che gli accadano cose tremende così che il lettore possa vedere di che stoffa sono fatti.
  7. Scrivi per dar piacere solo a una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, per così dire, la tua storia si prenderà una polmonite.
  8. Da’ ai tuoi lettori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione talmente completa di quel che sta succedendo, dove e perché, da poter finire la storia da soli, nel caso gli scarafaggi mangiassero le ultimissime pagine.
Consigliato a chi…

Non ha bisogno di un’ottima seduta per “gustarsi” un bel tramonto.

Non adatto a chi…

Vuole rimanere nella stagione invernale della vita.

Citazioni

Chiunque sostenga che il sapore della birra analcolica si avvicina a quello della birra è incapace di misurare le distanze”. [p. 18]

“E immagino che tutti voi desideriate, fra le altre cose, fare soldi e trovare il vero amore. Ve lo dico io come fare soldi: lavorate molto sodo. Ve lo dico io come trovare l’amore: vestitevi bene e sorridete sempre. Imparate tutte le canzoni appena uscite”. [p. 18 -19]

“Per tutta la vita ho avuto gente da odiare, da Hitler a Nixon […]” E’ tragico, forse che gli esseri umani riescano a trarre così tante energia ed entusiasmo dall’odio. […] Perciò a me sembra abbastanza probabile che i giovani di oggi negli Stati Uniti d’America non siano effettivamente apatici, ma lo sembrino soltanto alla gente che è abituata ad arrivare all’estati attraverso l’odio […] I ragazzi che si laureano qui oggi […] stanno solo portando avanti l’esperimento di fare a meno dell’odio. E’ l’odio la vitamina […] che manca nella loro dieta.” [p. 26 -27]

Se qualcuno dice che vi ama, controllate bene” [p. 35]

Quando le cose vanno bene e tutto fila liscio, fermatevi un attimo, per favore, e dite a voce alta: “Cosa c’è di più bello di questo?” [p. 38]

Mark Twain, alla fine di una vita di profondo valore, per la quale non aveva mai ricevuto un premio Nobel, si chiese per quale scopo vivevamo tutti quanti. Tirò fuori cinque parole che lo soddisfacevano. Soddisfano anche me. E dovrebbero soddisfare voi: «La stima dei vostri vicini»“. [p. 44]

E io consiglio a voi, Adami ed Eve, di proporvi come obiettivo quello di prendere una piccola parte del pianeta e metterla in ordine, rendendola sicura, sana di mente e onesta“. [p. 87]

La cultura è uno strumento, è qualcosa che ereditiamo. E si può aggiustare, proprio come si aggiusta una lampada rotta. Si può aggiustare in continuazione“. [p. 129]

Voto

9, Vonnegut mi incanta nella sua semplicità espressiva capace di rendere migliore anche il peggiore degli uomini.

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