Piccolo libro illustrato dell’universo di Ella Frances Sanders

Piccolo libro illustrato dell’universo di Ella Frances Sanders

Sono sola in casa.

Faccio la doccia, non prima però di aver messo a letto F.

Oggi è molto buono, dopo 5 giorni di vida loca ci sta finalmente.

Quatta quatta apro l’acqua della doccia, entro.

Non accendo la luce, perchè oggi 29 maggio 2020 ore 20.24 c’è ancora il sole ad illuminare le piastrelle del bagno.

Mi sembra così bello, da quanto tempo aspettavo questi piccoli momenti?

Esco dal vapori e indosso l’accappatoio.

Non lo tolgo, mi fa sentire una ricca ereditiera seduta nel suo patio con un calice di Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG da decantare.

E invece – nonostante l’accappatoio – mi siedo sulla poltrona grigio topo della cameretta di F. per leggere le ultime pagine del Piccolo libro illustrato dell’universo di Ella Frances Sanders

Non è il caso di agitarsi: sia la crescita che la confutazione del sapere hanno una forma e una regolarità come qualsiasi altra cosa.

Finito.

Che meraviglia!

Sono proprio felice di aver letto questo libro.

Sa di estate, di maniche corte, di abbronzature da “muratore”, di geltai che colano sulle dita, di panni stesi e già asciugati, di bagni nel mare.

Ahimè, i bagni al mare, chissà che ne sarà della nostra prima vacanza in 3?

Sfoglio avanti e indietro le pagine di questo libro per trovare il punto che preferisco.

Ho evidenziato a matita molti passaggi.

Penso che utilizzerò i titoli dei vari capitoli per rispondere alle inutili domande delle persone, per esempio:

  • Ma dove posso trovarti di solito?
    Sarò qui dov’è il blu
  • Con chi vorresti stare per sempre?
    Solo con te
  • Faccio partire il karaoke?
    Non disturbiamo le montagne addormentate
  • Ma che caldo fa oggi?
    Tranquillo, Dopo l’alba rinfresca
  • Senti qualcosa anche tu?
    L’odore delle stelle morenti
  • Cosa fai oggi di bello?
    Vorrei telefonare all’universo

Amo le illustrazioni di Ella: piccoli omini stilizzati pronti ad attraversare il mondo con l’intento di chiarire i dubbi sulle regole che governano l’universo e “l’altre stelle“.

Per leggere i libri di questa giovane autrice e illustratrice londinese, mi viene in mente la casetta di Alice nel Paese delle Meraviglie: bisogna bere la posizione con su scritto “Bevimi” e farsi piccoli, per poter accedere alla porta della conoscenza e ritrovare lo stupore del tempo che fu.

Solo così il nostro cuore sarà capace di accogliere come una poesia:

  • le molecole “che si scontrano senza sosta nell’aria”
  • le classificazioni degli organismi
  • il vapore acqueo e i cristalli di ghiaccio delle nuvole
  • il “centro di gravità narrativa” del sè
  • il processo di coalescenza della pioggia

Solo così imparerà a contare fino a:

  • 299.792.458 metri al secondo (velocità della luce)
  • 365 giorni, 5 ore e 49 minuti (durata di un anno secondo il calendario gregoriano)
  • 9.192.631.770 cicli di radiazioni corrispondenti alla transizione tra due livelli di energia dell’atomo di cesio-133 (durata del secondo)
  • 2.600.000.000 (battiti di un cuore in una vita media)

Un libro, questo di Ella Frances Sanders, capace di farci sentire sperduti sotto il cielo e allo stesso tempo un po’ più consapevoli del mondo in cui viviamo!


Numero di pagine

186.

Editore

Marcos y Marcos

In poche parole…

Un viaggio alla scoperta dell’universo per grandi e piccini.

Consigliato a chi…

Non è tanto partico dell’Universo, ma vuole saperne di più.

Non adatto a chi…

E’ uno scienziato asettico.

Citazioni

Il calore è decisamente indeciso e non resta, in genere, dove lo metti: lasciane un po’ in un posto, girati per cinque minuti e vedrai che ne sarà andato da tutt’altra parte“ [p. 30]

la vita diventa molto più facile quando aiuti gli altri, invece di limitarti a pensare alla tua sopravvivenza“ [p. 40]

“Pretendiamo e vogliamo troppo, com’è sempre più evidente. Con le parole dell’etnobotanico Tim Plowman: “Si nutrono di luce, non vi basta?”.[p. 41]

David Hume ha detto che il sè non è altro che un fascio di percezioni, e il filosofo americano Daniel Dennett lo descrive come “centro di gravità narrativa”. Dal canto suo, la psicologa sociale Hazel Rose Markus afferma che “non puoi essere te stesso da solo” [p. 47]

Blu di Prussia, blu scuro, blu cobalto. Chiudi gli occhi e il blu non c’è più.” [p. 54]

le nuvole ricoprono più o meno due terzi del nostro pianeta, ed essendo così intimamente legate ai ritmi della Terra, non sorprende che prendano decisioni per noi: che scarpe mettere, il grado della nostra pazienza nell’attesa, il mezzo di trasporto che usiamo.” [p. 58]

Ci sono anni che ricordiamo e anni che sembriamo dimenticare in blocco. Con circa quaranta calendari diversi usati nel mondo, e nessuno che coincida precisamente con un anno astronomico, non c’è da meravigliarsi se ci aggrappiamo come capita al tempo che passa.“ [p. 72]

E’ tutto molto affascinante, non trattenere il fiato.“ [p. 80]

La Luna è sempre lì, con la sua rassicurante presenza, proprio come le stelle. Non riusciamo a vedere le stelle durante il giorno perché il cielo è troppo luminoso confronto loro, ma la luna, a volte, riesce ad apparire, ancora più luminosa di giorno che di notte. Che bello avere qualcuno che affronta il turbinio dell’universo al nostro fianco, che danza con noi, che allunga gradualmente le nostre giornate e che ci fa rallentare.“ [p. 83]

E’ proprio questa realtà che non si può ignorare – resisti, lascia andare, resisti ancora. Sii tra coloro che non restano inerti, con gli occhi chiusi e le mani in tasca.“ [p. 88]

I nostri ricordi sono chiari, vividi e, molto spesso, completamente sbagliati.“ [p. 104]

Voto

9

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