Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

Finalmente è fase #2.

Esco di casa, ho bisogno di ritrovare le articolazioni, i muscoli ormai assopiti e lanciare lo sguardo oltre la siepe….

Così carico mio figlio in macchina e mi dirigo verso casa dei miei genitori: #affettistabili!

Oggi è proprio una bella giornata: il sole è caldo, il cielo è azzurrissimo e l’aria – dopo tanto tempo – sa di libertà.

Arrivata!

Parcheggio, indosso la mascherina e sposto F. dall’ovetto alla navicella.

Non salgo in casa dei miei, ma li chiamo giù per fare una passeggiata, mantenendo le distanze di sicurezza.

Attraversiamo il ponte sul fiume e mi fermo un attimo. 

Sono tornata nei miei luoghi.

Mi appoggio al parapetto, la natura mi appare felice oggi (o forse sono io ad esserlo): il fiume è limpido, le rive pulite, le fronde degli alberi di un verde indescrivibile.

In mezzo all’acqua un pescatore armato di canna e lenze sembra divertirsi con un pesce irriverente. 

Fosse stato un passatempo anche per Santiago, si sarebbe risparmiato tante fatiche, penso.

E invece no, per il protagonista de Il Vecchio e il Mare di Ernest Hemingway – Santiago – pescare è una necessità quotidiana.

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella corrente del golfo ed erano ottantaquattro giorni che non prendeva un pesce […] le mani avevano cicatrici profonde […] erano antiche come erosioni di un deserto senza pesci. Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare […]

La pesca per lui, oltre a rappresentare la sua unica fonte di sostentamento, diventa la colonna sonora per i racconti di una vita, il passare dei giorni, e il susseguirsi delle maree.

La pesca come sinonimo di attese, di grandi silenzi, di solitudini, ma anche di rapporti umani, come quello tra il vecchio pescatore e Manolin: il ragazzo a cui Santiago ha insegnato a pescare all’età di cinque anni.

<<Te lo ricordi davvero, o perchè te l’ho raccontato?>>
<<Ricordo tutto, dalla prima volta che siamo andati insieme.>>
Il vecchio lo guardò con gli occhi bruciati dal sole, pieni di fiducia e di affetto.
<<Se tu fossi mio figlio ti porterei fuori a tentare […] Ma sei figlio di tuo padre e di tua madre e hai trovato una barca fortunata.>>

Come un nipote premuroso Manolin si prende cura del suo “nonno”: gli procura le esche, gli domanda se ha qualcosa da mettere sotto i denti, gli copre le spalle “ancora forti per quanto molto vecchie” con la coperta militare e lo accompagna nella sua nuova missione augurandogli “Buona fortuna, vecchio“.

Il “vecchio” parte così per la grande avventura al centro di questo romanzo, “perdendosi”, senza tuttavia farsi mai sopraffare dall'”Agua mala“.

<<L’oceano è molto grande, e una barca è piccola e difficile da vedere>>

Come in una partita di baseball, Santiago – il Joltin’ Joe del mare – gioca con il Marlin, il match che lo renderà famoso, fino allo stremo delle sue forze per due notti e due giorni

La lenza si alzò lentamente e regolarmente e poi la superficie dell’oceano si sollevò davanti alla barca e il pesce uscì. Uscì senza fine e l’acqua gli ricadde dai fianchi. Era lucente nel sole e la testa e la schiena erano di un rosso scuro e nel sole le strisce sui fianchi apparivano larghe, di un lavanda leggero. La spada era lunga come una mazza da baseball e appuntita come un’alabarda e il pesce si alzò in tutta la sua lunghezza dall’acqua e poi vi rientrò, dolcemente, come in un tuffo, e il vecchio vide la grande lama falcata della coda andare sott’acqua e la lenza incominciò a filare.

Al ritorno di Santiago al villaggio, Manolin, con occhi lucidi – “Non gli importava che lo vedessero piangere” – è nuovamente pronto a prendersi cura di questo grande uomo di mare.

In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era addromentato. Dormiva ancora bocconi il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni.

Quella che Hemingway ci racconta è una storia di sfide e solitudini, amici e nemici, gesti dolci e parole sottili, “missioni impossibili” e legami indelebili, che nel 1954 gli valsero il premio Nobel per la letteratura.

Un capolavoro che il critico letterario americano P. Young definirà

una metafora epica della vita, una gara in cui anche il problema del bene e del male sembra meschino davanti alla grandezza della lotta […] la storia si può leggere come una allegoria del tutto personale del suo autore, come resoconto delle sue stesse lotte, della sua fermezza e delle sue traversie letterarie.


Numero di pagine

168

Editore

Mondadori

In poche parole…

La prova di forza di un anziano pescatore con un marlin non ancora pronto a soccombere.

Curiosità

Col titolo “The Old Man and the Sea” esce nel 1958, in America, il film tratto dall’omonimo libro di Hemingway (che parteciperà anche alle riprese), con la regia di John Sturges, le musiche di Dimitri Tiomkin e tra gli interpreti Spencer Tracy nella parte del “vecchio” Santiago.

Consigliato a chi…

Si ritrova spesso a parlare tra sè e sè.

Non adatto a chi…

Non lotta per paura di essere sconfitto.

Citazioni

La vela era rattoppata con sacchi di farina e quand’era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne.“ [p. 30]

Era troppo semplice per chiedersi quando avesse raggiunto l’umiltà. Ma sapeva di averla raggiunta e sapeva che questo non era indecoroso e non comportava la perdita del vero orgoglio.“ [p. 35-36]

“Tu sei la mia sveglia” disse il ragazzo “La mia sveglia è l’età” disse il vecchio “Perché i vecchi si svegliano così presto? Sarà perché la giornata duri più a lungo?” “Non lo so” disse il ragazzo “So soltanto che i ragazzi dormono fino a tardi e sodo.“[p. 48]

Non aveva misticismi per le tartarughe (…) “Molti sono spietati con le tartarughe, perché il cuore della tartaruga batte per molte ore dopo che è stata tagliata e squartata.” Ma il vecchio pensava: “anch’io ho il cuore così e piedi e mani che assomigliano ai loro. [p. 65]

Se gli altri mi sentissero parlare forte penserebbero che sono matto” disse ad alta voce “Ma poiché non sono matto, non me ne importa niente.” [p. 68]

Mi piacerebbe vederlo. Mi piacerebbe vederlo un momento solo per sapere contro che cosa devo combattere.” [p. 75]

Facciamogli credere che sono più uomo di quanto non lo sia e così lo diventerò.“ [p. 96]

Ho detto al ragazzo che sono un vecchio strano“ disse “E’ questo il momento di dimostrarglielo“ [p. 98]

Voto

8

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