Il Paradiso degli orchi di Daniel Pennac

Il Paradiso degli orchi di Daniel Pennac

Un servizio di customer care alquanto bizzarro al Grande Magazzino Au Bonheur Parisien !

La voce femminile si diffonde dall’altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa.
– Il Signor Malaussène è desiderato all’Ufficio Reclami

E Benjamin Malaussène arriva subito, perfettamente capace di innescare a comando la sua ghiandola lacrimale per ottemperare all’incarico ricoperto all’interno del Grande Magazzino: il capro espiatorio!

Il mio lavoro consiste nel subire l’uragano di umiliazioni con aria così contrita, così miserabile, così profondamente disperata, che di solito il cliente ritira il reclamo…

Così Ben si racconta, un “colpevole” di mestiere, un po’ antisistema e un po’ qualunquista 

Non ha mai militato in una qualsiasi organizzazione?[…] Né in una qualsiasi, né in una famosa. All’epoca in cui avevo amici, militavano loro al mio posto…

credente atipico

Gesù caro, fa che sia ancora qui. Dai! Un gesto benevolo, non ti chiedo mai niente, Signore. Ci sono persino forti probabilità che tu non abbia mai sentito parlare di me.

e perno di una numerosa famiglia composta da personaggi caricaturali come Louna, infermiera maggiorenne e gravida, Therese, aspirante astrologa e sensitiva, Clara, appassionata di fotografia, il piccolo ma scaltro Jeremy, ossessionato da Orchi di Natale e tanti altri.

Un microcosmo colorato, come lo stesso quartiere che li ospita: il multietnico Belleville

Quando vado in giro per Belleville […]dalle vecchie facciate ai giovani spacciatori, passando per le montagne di datteri e di peperoni […]è’ come se vagassi in piena nostalgia.

Così Daniel Pennac sceglie di caratterizzare il protagonista del primo romanzo del ciclo di Malaussène Il Paradiso degli Orchi, avvalendosi per farlo, di uno stile leggero e pieno di humor. 

Con i libri di Malausséne ho raccontato storie terribili, che fanno paura. Però ho deciso di raccontarle facendo ridere, la mia non è stata una scelta calcolata. Perchè questo modo di affrontare i problemi, frapponendo una barriera di umorismo tra il dolore di una persona e tutti gli altri, mi appartiene, è la mia etica di vita. 

Libri/Pennac e la lettura, una passione bulimica di Paolo Marcesini

Un giallo in piena regola pubblicato in Francia nel 1985 e arrivato in Italia nel 1991, grazie alla mediazione di Stefano Benni, che innamoratosi dello stile di Pennac, “consigliò” all’editore Feltrinelli lo scrittore di Casablanca.

Daniel Pennac sarebbe arrivato in tuttii casi in Italia. Ma è vero, sono stato il primo. Poi ci siamo conosciuti, siamo diventati amici. Siamo ancora molto amici.

afferma lo scrittore bolognese in un’intervista a la Repubblica, e firmando la quarta di copertina del romanzo scrive di lui

Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d’invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l’arma che lui stesso così definisce nel libro: “il comico, espressione dell’etica”.

Il Paradiso degli Orchi ci porta nel quartiere di Belleville, nel Grande magazzino di Au Bonheur Parisien (un richiamo al romanzo di Émile Zola Au Bonheur des femmes), ci fa sedere alla tavola della famiglia Malaussène e ci ricorda quella sensazione che tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato: la colpa.

Una colpa, che al contrario della vita reale, non provoca solo rabbia, ma anche sorrisi e commozione, perché ci risulta impossibile non affezionarci a Benjaminun tipo un po’ infantile che gioca a fare l’ingenuo perché sa molto bene che, se non cercasse di farlo, sarebbe un disperato”.

Una scrittura, quella di Pennac, un po’ caotica e frammentata, difficile forse da seguire nelle prime pagine, ma facile da amare dopo qualche capitolo.

Un romanzo adatto a tutte le età capace di trasferire la grande passione per la scrittura di Pennac in un frullato di generi nel quale rimanere intrappolati.


Numero di pagine

202.

Editore

Feltrinelli

In poche parole…

Un capro espiatorio al “comando” di un romanzo poliziesco.

Curiosità

Il 14 Novembre del 2013, nelle sale italiane, esce il film diretto da Nicolas BaryIl paradiso degli orchi”, ambientato all’interno dei Grandi Magazzini La Samaritaine di Parigi.

Tra gli interpreti Raphael Personnaz, nella parte del protagonista Benjamin, Bérénice Béjo, zia Julia, Isabelle Huppert, Editrice, e la partecipazione straordinaria del regista Emir Kusturica nel ruolo di Stojil.

Consigliato a chi…

Ha voglia di astrarsi “dal mondo per trovargli un senso“.

Non adatto a chi…

E’ un triste e rassegnato Benjamin Malaussène

Citazioni

Eppure il cuore batte. Rimbomba in una gabbia vuota. Un cuore innestato da Edgar Allan Poe.“ [p. 75]

Quel che mi vien da dire è semplice come la disperazione.“ [p. 82]

“… ti sei mai chiesto come faceva Jahvè, e tutti i sistemi di potere, a far funzionare le sue innumerevoli creature? Indicava il loro capro espiatorio! “[p. 84]

La gente si volta al passaggio dello svitato […[se la ridono, con la risata carnivora dell’ignoranza, la risata feroce della pecora dai mille denti” [p. 117]

I bambini sono dei coglioni. Come gli angeli!” [p. 119]

In poesia i silenzi hanno lo stesso ruolo che in musica. Sono una respirazione, ma sono anche l’ombra delle parole, o il loro riflesso, dipende. Per non parlare dei silenzi annunciatori. Ci sono infiniti tipi di silenzi, Clara. Per esempio, prima che tu ti mettessi a recitare, stavi fotografando il gatto bianco sulla tomba di Victor Noir. Supponi che dopo che avrai recitato noi tacciamo. Sarà forse lo stesso silenzio?” [p. 158]

[…] si immagini da qualche parte in un romanzo, questo la aiuterà a lottare contro la paura.“ [p. 192]

Voto

8

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